Tesi di laurea e intelligenza artificiale?

Tesi di laurea e intelligenza artificiale? Sicuramente sarà venuto in mente a molti il pensiero di potersi facilitare il compito di dover scrivere la tesi “delegandone” la scrittura all’intelligenza artificiale con programmi come ChatGPT o simili.

Come poter usare l’intelligenza artificiale per la tua tesi?

Il primo problema, però, è che l’intelligenza artificiale non risponde a comandi tipo “scrivimi 50 pagine sulle società in accomandita semplice” ma, al massimo, potrà dare una veloce infarinatura di poche pagine che chiunque potrebbe reperire su vari siti, senza che vi sia bisogno di chiedere all’IA.

Ulteriore problema è rappresentato dal fatto che ChatGPT non viene aggiornata di continuo e, anzi, al momento è ferma al settembre 2022, per cui qualsiasi ricerca in ambito giurisprudenziale, economico e scientifico risulta per forza di cose datata, non potendo contare su notizie o sentenze appena uscite.

Ecco quindi che l’intelligenza artificiale può intervenire nell’aiutarti con la tua tesi di laurea esclusivamente su aspetti marginali che, tramite una ricerca su internet standard, potevano già venire risolti, navigando su siti che dessero una prima idea del tema che si andasse a trattare.

Aspetti problematici

Chiunque abbia provato a “chattare” con ChatGPT si sarà sicuramente accorto di come l’intelligenza artificiale tenda a rispondere a varie domande (come visto in un precedente articolo su questo blog), per cui è possibile cercare di andare nello specifico e, se non servono notizie aggiornate, provare a stimolare risposte sempre più approfondite. Ecco dunque che qualcuno potrebbe quindi giungere a ritenere di poter sostanzialmente scrivere l’intera tesi in questa maniera, non fosse che si presentano due problemi di entità non indifferente.

  1. ChatGPT e altri programmi di intelligenza artificiale non forniscono riferimenti bibliografici all’interno del testo, indispensabili in ogni tesi, per cui ci si ritrova con uno scritto in cui non si sa da dove siano state prese le informazioni, elemento imprescindibile in qualsivoglia tesi di laurea.
  2. Le università, ben consapevoli dell’esistenza di questi software di IA, ricorrono a “contromisure” per capire se lo studente abbia scritto la tesi di laurea personalmente o si sia servito dell’intelligenza artificiale. Esistono infatti software e siti (come noplagio.it) specificamente creati per capire se il testo sia stato generato tramite intelligenza artificiale, esattamente come capita con i software antiplagio.

Pertanto, quella che, in prima battuta, poteva sembrare una scorciatoia per laurearsi con la minor fatica possibile può diventare la via principale per non laurearsi con il professore che si accorgesse che il proprio laureando ha deciso di ricorrere a questi mezzi.

Considerazioni su tesi di laurea e intelligenza artificiale

A chi può quindi servire l’intelligenza artificiale? Sicuramente all’alunno di scuola media, dove il livello richiesto è inferiore e, se non viene utilizzato un software di controllo, il lavoro risulterà degno e presentabile. Già in un liceo, in particolare per la tesina di maturità, il livello qualitativo fornito da questi software non risulta sufficientemente elevato, oltre al perdurante rischio che la tesina venga sottoposta a software di rilevamento di utilizzo di intelligenza artificiale.

Di conseguenza, il nostro consiglio è di non presentare testi redatti dall’intelligenza artificiale, trattandosi di una pratica foriera più di rischi che di reali vantaggi.

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